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Mirabello: in Italia ritorna finalmente la politica!

Alle volte, in un tempo in cui la politica assume il massimo del suo squallore, proprio nel momento in cui si pensava che un livello così basso sia senza ritorno ecco giungere insperato, come un arcobaleno dopo un temporale, un grande discorso politico; quello di Gianfranco Fini a Mirabello.

Noi c'eravamo e possiamo dire che in questa giornata abbiamo vissuto la sensazione di essere parte di un cambiamento epocale straordinario.Un giorno potremo raccontare con gioia di esserci stati in questo giorno che significa la Stalingrado del berlusconismo. 

Poco potranno ribattere i vari Feltri e Bepietro, in cerca di vendere copie per salvare i loro quotidiani, poco, se non i loro sterili ed ormai insensati attacchi (sponsorizzati profumatamente dai contratti pubblicitari della Santanchè). 

Alcuni ascoltatori potrebbero essere rimasti delusi dalla chiara affermazione di responsabilità che il nostro movimento ha voluto assumere. Una presa di responsabilità per l'Italia e per il futuro. L'Italia oggi non può permettersi le elezioni. Oggi ha bisogno di un governo che sappia gestire la crisi economica e ha la necessità di spronare il governo e la maggioranza ad agire in questo ambito, perchè lo chiedono l'economia e i cittadini prostrati dalla crisi. Se il governo perpetrasse il suo atteggiamento di nullafacenza, allora e solo allora si parirebbero nuovi scenari possibili, ma oggi occorre garantire governabilità come prima condizione.

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I 5 ultimi post sul Blog

Mirabello: lo spazio ritorna alla politica vera - da Michele Trancossi

Alle volte, in un tempo in cui la politica assume il massimo del suo squallore, proprio nel momento in cui si pensava che un livello così basso sia senza ritorno ecco giungere insperato, come un arcobaleno dopo un temporale, un grande discorso politico; quello di Gianfranco Fini a Mirabello.

Noi c'eravamo e possiamo dire che in questa giornata abbiamo vissuto la sensazione di essere parte di un cambiamento epocale straordinario.Un giorno potremo raccontare con gioia di esserci stati in questo giorno che significa la Stalingrado del berlusconismo. 

Poco potranno ribattere i vari Feltri e Bepietro, in cerca di vendere copie per salvare i loro quotidiani, poco, se non i loro sterili ed ormai insensati attacchi (sponsorizzati profumatamente dai contratti pubblicitari della Santanchè). 

Alcuni ascoltatori potrebbero essere rimasti delusi dalla chiara affermazione di responsabilità che il nostro movimento ha voluto assumere. Una presa di responsabilità per l'Italia e per il futuro. L'Italia oggi non può permettersi le elezioni. Oggi ha bisogno di un governo che sappia gestire la crisi economica e ha la necessità di spronare il governo e la maggioranza ad agire in questo ambito, perchè lo chiedono l'economia e i cittadini prostrati dalla crisi. Se il governo perpetrasse il suo atteggiamento di nullafacenza, allora e solo allora si parirebbero nuovi scenari possibili, ma oggi occorre garantire governabilità come prima condizione.

La seconda priorità sarebbe quella di restituire ai cittadini la possibilità di scegliere i candidati eletti, con nome e cognome, togliendo ai leader di partito la designazione dei loro camerieri parlamentari, come imposto dal porcellum. Si tratta di una necessità per restituire una dignità alle isitituzioni e soprattutto per restituire agli eletti un chiaro mandato di rappresentanza territoriale controllabile e verificabile dai cittadini, necessario in un autentico sistema federale, come quello che la Lega ha posto all'attualità dell'agenda politica.

Oggi lo spazio è ritornato alla politica, lo spazio è ritornato a tutti noi... Lo spazio è tornato agli Italiani, a tutti gli Italiani.

Oggi lo spazio è ritornato alla ragione e ai problemi reali del'Italia e non solo alle begne personali del premier e ai suoi deliri di onnipotenza. Oggi lo spazio ritorna a tutti noi, che possiamo rivendicare con forza il nostro essere ritornati cittadini, dopo essere stati creduti un popolo bue di sudditi.

Saluti a tutti e un augurio di una nuova Italia... soprattutto migliore di quella attuale.

 

Michele Trancossi

(Presidente Generazione Italia - Circolo Città di Parma)

Leggi lo straordinario discorso di Gianfranco Fini
www.ofiucus.com/articles.php

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Pubblicato il 06/09/2010 @ 06:12  - Nessun comment Nessun comment - Vedere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

Finalmente Zorandi si accorge del problema STT ma non cita chi per primo ha sollevato il problema - da Michele Trancossi

Finalmente anche Zorandi, l'eroico segretario comunale della Lega Nord, si è accorto di un problema STT. Si dimentica chi per primo ha sollevato il problema, in data 31/12/2009, con una lettera all'Informazione di Parma. Complimenti per il tempismo. Se i Padani si fossero mossi per tempo magari ai primi di gennaio, forse si sarebbe potuto fare qualcosa per impedire lo spreco.
Riporto di seguito il comunicato di Zorandi.

 


"Quello che ci sorprende è il fatto che nell’amministrazione di Parma e in molte partecipate del Comune sembra una realtà economica quotidiana sconosciuta. Un esempio per tutti: STT società per la trasformazione territoriale nata dalla fusione di altre società “a perdere”: Authority S.p.A., Area Stazione S.p.A., Metro Parma S.p.A., Stu Pasubio S.p.A., S.P.I.P. S.p.A., Casadesso S.p.A., Parmabitare S.r.l. a cui si è aggiunta Alfa, agenzia per la logistica agroalimentare.

Tutte queste società risultano con bilanci in rosso costituendo quindi un deficit, una fonte di spesa per la holding Stt. Per giustificare gli investimenti la Stt dovrebbe invece dimostrare dei guadagni: ma non riusciamo a capire da quali fonti di introito siano derivati, se non da parte del Comune di Parma, quindi con i nostri soldi.
Non avendo fonti di reddito, ci chiediamo come la holding Stt possa sostenere spese faraoniche come l’attuale affitto della propria smisurata sede, messa “gentilmente” a disposizione dal patron di Parmacotto, Dott. Rosi: alla faccia degli obiettivi di risparmio che erano stati sbandierati alla sua presentazione. A fronte di un indebitamento che nel 2010 ha già raggiunto quota 250 milioni di euro, euro più euro meno, il Presidente Costa e il Sindaco Vignali ci dovrebbero anche spiegare come giustificano la spesa per l’imminente acquisto dell’attuale sede dal Dott. Rosi, patron Parmacotto e attuale proprietario, per una cifra che si aggirerebbe sugli 8 milioni di euro a fronte di un valore commerciale stimato attorno ai 4 milioni di euro: un regalo per la disponibilità dimostrata? Invece di presidenti e amministratori strapagati e spreconi perché non fanno gestire la finanza della megaholding del Comune di Parma da qualche sveglio e serio studente delle elementari? Con poche e pratiche regolette li salverebbe dalla bancarotta."
"Guadagno = ricavo – spese. Ecco una formuletta “finanziaria” che ai nostri tempi veniva insegnata alle elementari, ma che per i tecnologici bambini di adesso probabilmente è materia di discussione già al nido."

 

 

E inserisco il Link alla vecchia lettera nel merito del problema, che documentava la assoluta esagerazione del prezzo della sede di STT.

http://www.ofiucus.com/blog.php?lng=it&sel=pg&pg=34

Michele Trancossi

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Pubblicato il 24/08/2010 @ 05:28  - Nessun comment Nessun comment - Vedere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

La vittoria di Gianfranco Fini - da Michele Trancossi

Il documento presentato da Silvio Berlusconi smentisce clamorosamente la direzione politica assunta dal PDL negli ultimi periodi, dopo l'espulsione di Fini.
Il documento riprende appunto le richieste finiane, e quindi la maggioranza al governo per l'attuazione dei punti programmatici indicati e' garantita, come dice Bocchino, con un atto di lealta' agli elettori.
Il dato significativo, che costituisce la causa primaria della tregua chiesta da Berlusconi con un documento Finiano, e' costituito dai sondaggi. Quello che resta di PDL e Lega da soli non puo' oggi vincere ne alla Camera ne al Senato.
Il 6% (minimo) attribuito al nuovo movimento di Gianfranco Fini e' la vera novita' politica, ovvero il rioconoscimento da parte degli elettori che non si sono foderati gli occhi di prosciutto della dignita' e della responsabilita' assoluta di una linea politica chiara e coerente, fedele alla Carta Costituzionale e al programma elettorale.
La dignita' di una posizione responsabile e matura, attenta ai reali bisogni dell'Italia ha vinto! Oggi pero' occorre che i Parlamentari di Futuro e Liberta' per l'Italia abbiano il coraggio di pretendere dall'esecutivo un ulteriore punto programmatico fondamentale, cioe' una chiara risposta alla crisi economica e al fallimentare modo di affronatrala da parte del Premier e dei ministri economici.
Le dimissioni del ministro dello Sviluppo di qualche mese fa, era giusto chiederle ed ottenerle, ma non tanto per la vicnda della casa, ma quanto per l'assoluta incapacita' del ministro dimissionato di affrontare i problemi.
Oggi serve un ministro nel piano della sue funzioni, un ministro capace e abile, per come ha svolto il proprio lavoro, l'attuale vice-Ministro Adolfo Urso, che ha cercato con impegno e dedizione di sopperire all'inacapacita' del precedente titolare del dicastero.

Michele Trancossi

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Pubblicato il 21/08/2010 @ 07:39  - Nessun comment Nessun comment - Vedere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

Cantiere di Via Bixio: che cosa succede? - da Michele Trancossi

Parma 16/07/2010

 

Questa mattina presso il cantiere di Via Bixio è accaduto uno strano controllo, con la partecipazione di una pattuglia dei Carabinieri, cui ho potuto assistere, mentre mi recavo in centro, cosa che può essere testimoniata da commercianti, residenti e passanti.

Dopo in controllo, sono rispuntate le necessarie protezioni tolte in anticipo mettendo a repentaglio la sicurezza dei passanti, oltre che dei lavoratori.

Le protezioni di sicurezza, come evidenziato dalle foto prodotte si rivelano mal installate, fatiscenti, talora inservibili e con evidenti lesioni, tali da renderle pericolose, come documentato nelle foto allegate.

Intelligenza politica, in merito ad una cantiere tanto contestato da parte dei cittadini, commercianti, proprietari e residenti, avrebbe voluto una gestione ineccepibile del cantiere.

In merito ai fatti incresciosi accaduti e al livello assolutamente inadeguato delle strutture di sicurezza montate, come ingegnere sono obbligato a pormi delle domande che giro tramite il vostro giornale all’amministrazione comunale.

La qualità mediocre dei lavori effettuati dall’impresa Piazza, dalla lontana realizzazione dei parcheggi di Viale Rustici, che si allagano ogni due gocce, per giungere al più recente errore clamoroso dell’asfalto di viale Milazzo, ceduto miseramente (in merito al quale l’amministrazione comunale non ha mai dissipato i dubbi in merito alla composizione e all’eventuale presenza di materiali che potessero avere effetti tossici sulla salute), per giungere allo scandalo del piano neve dell’ultimo inverno, l’intollerabile della dimenticanza dei tombini e il successivo ripristino dell’asfalto con visibili ed inaccettabili riporti e sconnessioni in Viale Mariotti nello scorso Maggio, pone seri dubbi sull’adeguatezza di una simile azienda a svolgere lavori pubblici. Un errore è, infatti, legittimo, ma perseverare continuamente non lo è ed è sintomo di una livello professionale inferiore a qualsiasi standard minimo richiesto per l’esecuzione di lavori pubblici.

In particolare non si comprende se tali inadeguatezze siano consentite da insufficiente vigilanza degli assessorati competenti o siano dovuti ad uno stato di favore di cui l’azienda in questione gode da parte dell'amministrazione. Desta molti dubbi il fatto che una simile impresa caratterizzata da un modo di lavorare tanto inadeguato, continui a lavorare a Parma in condizioni di monopolio per le pavimentazioni stradali e gli asfalti.

A nome del Circolo Generazione Italia “Citta’ di Parma”, mi trovo costretto a chiedere al comune di rendere noti gli esiti del controllo svolto durante la mattinata sul cantiere di via Bixio. Chiedo, inoltre, se esistano rapporti di cointeressenza a qualsiasi livello, inclusa la  consulenza in atto tra l’impresa in questione e gli studi professionali di persone della giunta o altri personaggi politici cittadini, che possano indurre a favorirla, nonostante l’inadeguatezza plateale e conclamata nei fatti nell’assegnazione di lavori pubblici. Chiedo inoltre che l’amministrazione renda pubbliche le modalità in cui si sono svolti gli appalti vinti dall’impresa in questione e quali modalità di pubblicata degli stessi si siano adottati.

Si chiede, infine, di rendere pubblici ai cittadini se si tratti d’appalti al massimo ribasso o e quali penali e se le lacune in termini di sicurezza tanto evidenti possano essere tali da indurre ad una sospensione temporanea dei lavori e alla loro rassegnazione ad azienda che possa vantare credenziali migliori e soprattutto se il prezzo d’aggiudicazione dell’opera sia compatibile con la generale insicurezza del cantiere.

Si allegano le foto prese in cantiere con legenda.

Distinti Saluti

 

Ing. Michele Trancossi

Presidente Circola Generazione Italia "Città di Parma"

e Coordinatore Cittadino di Generazione Italia

 

Stato del Cantiere in via Bixio il 15/07/2010 le protezioni di sicurezza del cantiere sono gia’ state rimosse eppure si continua a lavorare mettendo in pericolo la sicurezza dei cittadini

 

Stato del cantiere il giorno 16/07/2010 alle ore 11.11 durante il controllo. Sono ancora evidenti l’inadeguatezza delle protezioni adottate e i gravi pericoli presenti per la sicurezza dei cittadini.

Uno dei tanti elementi per le barriere di protezione completamente vuoto e quindi inadeguato vista la sua non amovibilita’. Anche gli elementi che sono stati riempiti, lo sono in modo del tutto inadeguato e non tale da garantire la non amovibilita’ degli stessi anche in caso di urto. (16/07/2010 ore 12.30 circa)

 

 

Una delle tante barriere inservibili e non riempibili di acqua o sabbia per garantirne l’inamovibilita’, in quanto squarciate, utilizzate (16/07/2010 ore 12.30 circa)

 

 

Esmpio dell’inadeguato fissaggio delle reti utilizzate in altra parte del cantiere, lungo via Bixio, privo di qualsiasi distema di che permetta la non apertura della gabbia protettiva in caso ad esempio di urto fortuito da parte di un passaggio, cosa quanto mai facile a causa della conformazione del marciapiede e della sua inadeguatezza.  (16/07/2010 ore 12.30 circa)

 

 

Uno dei tanti supporti in cemento rivestito con plastica inadeguati e in stato di assoluta instabilita’ ed inadeguatezza allo scopo utilizzati nel cantiere. (16/07/2010 ore 12.30 circa)

 

 

Le protezioni miracolosamente rispuntate a protezione dei passanti anche nella parte di via Bixio nella zona prossima all’ex Teatro Ducale – incrocio Via Costituente Ben visibili un’auto utilizzata per l’accesso al cantiere parcheggiata in mezzo alla strada senza che sia stata predisposta alcuna area adeguata di parcheggio (16/07/2010 ore 12.30 circa)

 

Pericolosi squarci presenti ancora nella zona di cui sopra in prossimita’ dell’ex Ducale (incrocio via Costituente) (16/07/2010 ore 12.30 circa)


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Pubblicato il 17/07/2010 @ 15:09  - Nessun comment Nessun comment - Vedere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

Acqua lombarda vendesi - da AcquaBeneComune

Acqua lombarda vendesi “Grandi società pronte a spartirsi la Lombardia”. Il Sole24 Ore non ha dubbi e mercoledì 7 luglio dedicava l'apertura del suo inserto lombardo alla caccia alle concessioni in monopolio dei servizi idrici. Secondo le indiscrezioni del quotidiano degli industriali in pole position ci sarebbero Acea (che sta già provando ad inserirsi a Cremona), Hera, Iren (nata dalla fusione di Iride ed Enìa) e poi le francesi Veolia e Suez, le spagnole Acciona e Aqualia e l'inglese Severn Trent. Le prede più ambite, neanche a dirlo, Milano e la sua Provincia, più Monza. Secondo Il Sole grazie al decreto Ronchi, tutto filerebbe liscio: gare dal 2010, nuova legge regionale (perché con l'abolizione delle autorità d'ambito bisogna riassegnare le competenze), affidamento della scelta del gestore in concessione da parte delle Province (i Comuni cancellati). Non solo. Verrebbe anche rilanciato il “modello lombardo”, già bocciato dalla Corte Costituzionale nel novembre 2009, perché sottraeva allo Stato e alle competenze fondamentali dei Comuni la decisione finale sull'organizzazione di un servizio pubblico locale fondamentale. La legge regionale lombarda, contro cui si erano appellati 144 Comuni di ogni colore politico, prevedeva infatti l'obbligo di separazione tra reti ed erogazioni: le reti a un'azienda patrimoniale pubblica che doveva garantire gli investimenti, l'erogazione, la manutenzione e la depurazione (dove ci sono i migliori margini di profitto) a gara con l'entrata dei privati. Un modello che piace tantissimo ai liberalizzatori ma pessimo per i difensori del bene comune – forse il più pericoloso – perché regala i rubinetti e le bollette a chi fa “industria”, sganciato da perdite, responsabilità delle reti, obbiettivi di risparmio, carattere universale del servizio ecc. Si realizzerebbe così lo spezzatino del servizio idrico integrato tanto rivendicato dai liberalizzatori negli ultimi 15 anni, senza nessun guadagno di efficienza. È dimostrato proprio in Lombardia dove il “modello” è già stato avviato: nella Provincia di Milano, uno dei più grandi ambiti italiani con oltre due milioni di cittadini serviti. Finché nel milanese l'intero servizio idrico integrato era affidato alla S.p.A. pubblica Cap (Consorzio acque potabili) tutto andava per il meglio, almeno secondo i dati di Mediobanca del 2008 che assegnava al Cap una serie di record nazionali: investimenti pari al 35% del fatturato, migliori incrementi di produttività per chilometro di rete gestita, migliore produttività per addetto. Il tutto con uno dei più bassi costi del ciclo idrico (0,66 centesimi al metro cubo), con solo il 15% delle perdite e a tariffe ferme dal 2002, senza nemmeno l'adeguamento Istat. In Italia nessuno riusciva a fare meglio. Riusciva. Perché, nel 2009, prima il centrosinistra e poi il centrodestra decidono di smembrare il Cap, dividendo rete ed erogazione e l'eccellenza milanese dell'acqua comincia a scricchiolare. Il motivo è abbastanza logico: doppi uffici, doppie sedi, doppi controlli… nessuna visione complessiva. Liti sugli investimenti, le responsabilità e l'attribuzione della tariffa. Anche nelle altre due realtà dove esiste la separazione, la Provincia di Monza e quella di Pavia, la situazione è identica: il servizio al cittadino arranca con pochi mezzi destinati a supplire gli interventi del gestore reti accusato di lesinare gli investimenti, mentre quest'ultimo accusa a sua volta gli erogatori di non collaborare. Ma il senso del servizio idrico integrato introdotto dalla Legge Galli non era proprio quello di una gestione unica, senza scaricabarili e con una visione complessiva della risorsa (potabile, fognatura, depurazione, sprechi, sostenibilità, ecc.)? Pur di aprire i rubinetti e i portafogli dei cittadini ai privati, questo governo è disposto a tutto, anche a rimangiarsi l'integrazione del servizio. E il ministro Ronchi – che continuiamo a non capire perché si occupi d'acqua visto che ha le deleghe per le politiche europee e non per l'Ambiente, il Territorio o le Infrastrutture nazionali – avrebbe anche fatto un incontro con la Regione Lombardia per verificare le “linee guida“ lombarde e probabilmente farne tesoro per il regolamento attuativo del suo decreto che ancora non vede la luce dopo 9 mesi di gestazione. Sarà il “modello lombardo” la ricetta finale della privatizzazione in corso? Se così fosse, ci vorrebbe un altro intervento legislativo per aggirare la sentenza della Corte Costituzionale (Il Sole scrive “un escamotage nel testo unico sull'ambiente”, sigh!) oppure blindare il consenso di tutti i Comuni interessati. Più facile la prima ipotesi, perché come ben si sa, è più facile far votare

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Pubblicato il 12/07/2010 @ 18:37  - Nessun comment Nessun comment - Vedere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

I 3 news


G8: sodalizio intatto - da Michele Trancossi il 11/05/2010 @ 11:34

FIRENZE, 11 maggio (Reuters) - Per il gip del tribunale di Firenze, il gruppo di imprenditori e alti funzionari accusati dai magistrati di aver pilotato una serie di appalti pubblici legati anche al G8 è "ancora intatto", e rappresenta un "sistema oliato e potente".

La valutazione del giudice per le indagini preliminari di Firenze Rosario Lupo è contenuta nell'ordinanza con cui il 5 maggio scorso ha rigettato la concessione degli arresti domiciliari all'ex presidente del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici Angelo Balducci.

"L'atteggiamento di totale chiusura nei confronti delle ipotesi accusatorie da parte non solo di Balducci ma di tutti gli indagati è sintomo evidente che il loro soldalizio e la loro solidarietà sono ancora intatte e che, pertanto, in considerazione dei legami profondi con soggetti di livello istituzionale elevato il pericolo non solo di inquinamento probatorio ma anche di recidiva è alquanto elevato [...] Un sistema così ben oliato e potente non si scardina certamente con tre mesi di detenzione", è scritto nell'ordinanza
Balducci è detenuto dal 4 marzo scorso nel carcere di Prato per l'inchiesta sulla scuola marescialli dei Carabinieri di Firenze.

Accusato di corruzione, a Balducci faceva in passato capo la gestione dei cosiddetti Grandi eventi, G8 della Maddalena, Mondiali di Nuoto del 2009 a Roma e 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia.

. "Permangono a carico dell'indagato sia i gravi indizi di colpevoleza che le esigenze cautelari - prosegue il Gip - La difesa dell'indagato è in insanabile contrasto con intercettazioni di significato alquanto palese, il che dà contezza della sua scarsa consapevolezza di quanto gli si contesta, essendosi limitato a difese settoriali, non tenendo conto dell'inquietante contesto che emerge dagli oltre due anni di intercettazione".

Gli arresti domiciliari non garantirebbero le esigenze cautelari, "men che meno in Roma" dove "gravitano i centri di interesse e i rapporti degli indagati".



-- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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Il curriculum dell'ex Ministro Scaiola - da Michele Trancossi il 05/05/2010 @ 08:57

Classe 1948, Scajola è un ex democristiano con un potere fortemente radicato sul "suo" territorio elettorale (Oneglia e la provincia di Imperia).

La sua influenza e' decisamente elevata. Quando sedette al Viminale, prima Alitalia e poi AirOne istituirono un volo diretto Roma-Albenga.

Claudio Scajola era già passato per l'esperienza delle dimissioni prima di approdare in Forza Italia.
Il 12 dicembre 1983 era sindaco dc di Imperia - ruolo che già era stato ricoperto da suo padre - quando fu arrestato dai carabinieri per concussione. In quell'occasione, alla fine fu prosciolto dalle accuse.


Non si può dire che Claudio Scajola sia un ministro su cui puntare nel medio termine. Per la seconda volta in meno di otto anni, la sua avventura dentro il governo si è conclusa malamente con dimissioni anticipate. Oggi è per l'acquisto della casa con vista sul Colosseo, la prima volta invece fu nel 2002 quando Scajola ricopriva la carica di titolare del Viminale. A costargli il posto, però, allora non furono le polemiche seguite al dramma del G8 e alla disastrosa gestione dell'ordine pubblico in occasione del summit di Genova.

Il ministro forzista dell'Interno del governo Berlusconi cadde per le esternazioni su Marco Biagi, il consulente del ministero del Lavoro ucciso dai terroristi quello stesso anno, alle quali si era lasciato andare con alcuni giornalisti durante una visita istituzionale a Cipro: "Biagi era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza". Era il 29 giugno 2002.
La frase di Scajola, riportata il giorno dopo dal Corriere della Sera e dal Sole 24 ore, provocò un uragano di proteste e reazioni imbarazzate che alla fine, il 4 luglio, costrinsero Scajola a dare le dimissioni da ministro.

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Alberto Guareschi: il fallimento della Banca che da' solo ai potenti di Parma - da Osiride il 01/05/2010 @ 05:36

Le dimissioni di Alberto Guareschi fanno ridere, il buco di Banca Monte era nell'aria. In città tutti i potenti e i notabili della vecchia cricca imprenditoriale e politica della cosiddetta "ParmaBene" potevano andare a chiedere nello spirito evangelico del "chiedi e ti sarà dato", visto che a loro banca Monte dava tutto quello che chiedevano!
Nominare Gilberto Greci come chiede qualcuno a gran voce, imprenditore estremamente esposto, causalmente, verso Banca Monte, fa abbastanza ridere.
Sarebbe meglio che l'incarico sia dato a qualche personaggio che non abbia una situazione di esposizione significativa verso la banca: magari a qualche non parmigiano, visto che gli imprenditori parmigiani e le leggi elementari dell'economia (a parte Barilla) non hanno certo un buon rapporto.

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