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Finalmente Zorandi si accorge del problema STT ma non cita chi per primo ha sollevato il problema - da Michele Trancossi

Finalmente anche Zorandi, l'eroico segretario comunale della Lega Nord, si è accorto di un problema STT. Si dimentica chi per primo ha sollevato il problema, in data 31/12/2009, con una lettera all'Informazione di Parma. Complimenti per il tempismo. Se i Padani si fossero mossi per tempo magari ai primi di gennaio, forse si sarebbe potuto fare qualcosa per impedire lo spreco.
Riporto di seguito il comunicato di Zorandi.

 


"Quello che ci sorprende è il fatto che nell’amministrazione di Parma e in molte partecipate del Comune sembra una realtà economica quotidiana sconosciuta. Un esempio per tutti: STT società per la trasformazione territoriale nata dalla fusione di altre società “a perdere”: Authority S.p.A., Area Stazione S.p.A., Metro Parma S.p.A., Stu Pasubio S.p.A., S.P.I.P. S.p.A., Casadesso S.p.A., Parmabitare S.r.l. a cui si è aggiunta Alfa, agenzia per la logistica agroalimentare.

Tutte queste società risultano con bilanci in rosso costituendo quindi un deficit, una fonte di spesa per la holding Stt. Per giustificare gli investimenti la Stt dovrebbe invece dimostrare dei guadagni: ma non riusciamo a capire da quali fonti di introito siano derivati, se non da parte del Comune di Parma, quindi con i nostri soldi.
Non avendo fonti di reddito, ci chiediamo come la holding Stt possa sostenere spese faraoniche come l’attuale affitto della propria smisurata sede, messa “gentilmente” a disposizione dal patron di Parmacotto, Dott. Rosi: alla faccia degli obiettivi di risparmio che erano stati sbandierati alla sua presentazione. A fronte di un indebitamento che nel 2010 ha già raggiunto quota 250 milioni di euro, euro più euro meno, il Presidente Costa e il Sindaco Vignali ci dovrebbero anche spiegare come giustificano la spesa per l’imminente acquisto dell’attuale sede dal Dott. Rosi, patron Parmacotto e attuale proprietario, per una cifra che si aggirerebbe sugli 8 milioni di euro a fronte di un valore commerciale stimato attorno ai 4 milioni di euro: un regalo per la disponibilità dimostrata? Invece di presidenti e amministratori strapagati e spreconi perché non fanno gestire la finanza della megaholding del Comune di Parma da qualche sveglio e serio studente delle elementari? Con poche e pratiche regolette li salverebbe dalla bancarotta."
"Guadagno = ricavo – spese. Ecco una formuletta “finanziaria” che ai nostri tempi veniva insegnata alle elementari, ma che per i tecnologici bambini di adesso probabilmente è materia di discussione già al nido."

 

 

E inserisco il Link alla vecchia lettera nel merito del problema, che documentava la assoluta esagerazione del prezzo della sede di STT.

http://www.ofiucus.com/blog.php?lng=it&sel=pg&pg=34

Michele Trancossi
Pubblicato il 24/08/2010 @ 05:28  - Nessun comment Nessun comment - Vedere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

La vittoria di Gianfranco Fini - da Michele Trancossi

Il documento presentato da Silvio Berlusconi smentisce clamorosamente la direzione politica assunta dal PDL negli ultimi periodi, dopo l'espulsione di Fini.
Il documento riprende appunto le richieste finiane, e quindi la maggioranza al governo per l'attuazione dei punti programmatici indicati e' garantita, come dice Bocchino, con un atto di lealta' agli elettori.
Il dato significativo, che costituisce la causa primaria della tregua chiesta da Berlusconi con un documento Finiano, e' costituito dai sondaggi. Quello che resta di PDL e Lega da soli non puo' oggi vincere ne alla Camera ne al Senato.
Il 6% (minimo) attribuito al nuovo movimento di Gianfranco Fini e' la vera novita' politica, ovvero il rioconoscimento da parte degli elettori che non si sono foderati gli occhi di prosciutto della dignita' e della responsabilita' assoluta di una linea politica chiara e coerente, fedele alla Carta Costituzionale e al programma elettorale.
La dignita' di una posizione responsabile e matura, attenta ai reali bisogni dell'Italia ha vinto! Oggi pero' occorre che i Parlamentari di Futuro e Liberta' per l'Italia abbiano il coraggio di pretendere dall'esecutivo un ulteriore punto programmatico fondamentale, cioe' una chiara risposta alla crisi economica e al fallimentare modo di affronatrala da parte del Premier e dei ministri economici.
Le dimissioni del ministro dello Sviluppo di qualche mese fa, era giusto chiederle ed ottenerle, ma non tanto per la vicnda della casa, ma quanto per l'assoluta incapacita' del ministro dimissionato di affrontare i problemi.
Oggi serve un ministro nel piano della sue funzioni, un ministro capace e abile, per come ha svolto il proprio lavoro, l'attuale vice-Ministro Adolfo Urso, che ha cercato con impegno e dedizione di sopperire all'inacapacita' del precedente titolare del dicastero.

Michele Trancossi
Pubblicato il 21/08/2010 @ 07:39  - Nessun comment Nessun comment - Vedere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

Cantiere di Via Bixio: che cosa succede? - da Michele Trancossi

Parma 16/07/2010

 

Questa mattina presso il cantiere di Via Bixio è accaduto uno strano controllo, con la partecipazione di una pattuglia dei Carabinieri, cui ho potuto assistere, mentre mi recavo in centro, cosa che può essere testimoniata da commercianti, residenti e passanti.

Dopo in controllo, sono rispuntate le necessarie protezioni tolte in anticipo mettendo a repentaglio la sicurezza dei passanti, oltre che dei lavoratori.

Le protezioni di sicurezza, come evidenziato dalle foto prodotte si rivelano mal installate, fatiscenti, talora inservibili e con evidenti lesioni, tali da renderle pericolose, come documentato nelle foto allegate.

Intelligenza politica, in merito ad una cantiere tanto contestato da parte dei cittadini, commercianti, proprietari e residenti, avrebbe voluto una gestione ineccepibile del cantiere.

In merito ai fatti incresciosi accaduti e al livello assolutamente inadeguato delle strutture di sicurezza montate, come ingegnere sono obbligato a pormi delle domande che giro tramite il vostro giornale all’amministrazione comunale.

La qualità mediocre dei lavori effettuati dall’impresa Piazza, dalla lontana realizzazione dei parcheggi di Viale Rustici, che si allagano ogni due gocce, per giungere al più recente errore clamoroso dell’asfalto di viale Milazzo, ceduto miseramente (in merito al quale l’amministrazione comunale non ha mai dissipato i dubbi in merito alla composizione e all’eventuale presenza di materiali che potessero avere effetti tossici sulla salute), per giungere allo scandalo del piano neve dell’ultimo inverno, l’intollerabile della dimenticanza dei tombini e il successivo ripristino dell’asfalto con visibili ed inaccettabili riporti e sconnessioni in Viale Mariotti nello scorso Maggio, pone seri dubbi sull’adeguatezza di una simile azienda a svolgere lavori pubblici. Un errore è, infatti, legittimo, ma perseverare continuamente non lo è ed è sintomo di una livello professionale inferiore a qualsiasi standard minimo richiesto per l’esecuzione di lavori pubblici.

In particolare non si comprende se tali inadeguatezze siano consentite da insufficiente vigilanza degli assessorati competenti o siano dovuti ad uno stato di favore di cui l’azienda in questione gode da parte dell'amministrazione. Desta molti dubbi il fatto che una simile impresa caratterizzata da un modo di lavorare tanto inadeguato, continui a lavorare a Parma in condizioni di monopolio per le pavimentazioni stradali e gli asfalti.

A nome del Circolo Generazione Italia “Citta’ di Parma”, mi trovo costretto a chiedere al comune di rendere noti gli esiti del controllo svolto durante la mattinata sul cantiere di via Bixio. Chiedo, inoltre, se esistano rapporti di cointeressenza a qualsiasi livello, inclusa la  consulenza in atto tra l’impresa in questione e gli studi professionali di persone della giunta o altri personaggi politici cittadini, che possano indurre a favorirla, nonostante l’inadeguatezza plateale e conclamata nei fatti nell’assegnazione di lavori pubblici. Chiedo inoltre che l’amministrazione renda pubbliche le modalità in cui si sono svolti gli appalti vinti dall’impresa in questione e quali modalità di pubblicata degli stessi si siano adottati.

Si chiede, infine, di rendere pubblici ai cittadini se si tratti d’appalti al massimo ribasso o e quali penali e se le lacune in termini di sicurezza tanto evidenti possano essere tali da indurre ad una sospensione temporanea dei lavori e alla loro rassegnazione ad azienda che possa vantare credenziali migliori e soprattutto se il prezzo d’aggiudicazione dell’opera sia compatibile con la generale insicurezza del cantiere.

Si allegano le foto prese in cantiere con legenda.

Distinti Saluti

 

Ing. Michele Trancossi

Presidente Circola Generazione Italia "Città di Parma"

e Coordinatore Cittadino di Generazione Italia

 

Stato del Cantiere in via Bixio il 15/07/2010 le protezioni di sicurezza del cantiere sono gia’ state rimosse eppure si continua a lavorare mettendo in pericolo la sicurezza dei cittadini

 

Stato del cantiere il giorno 16/07/2010 alle ore 11.11 durante il controllo. Sono ancora evidenti l’inadeguatezza delle protezioni adottate e i gravi pericoli presenti per la sicurezza dei cittadini.

Uno dei tanti elementi per le barriere di protezione completamente vuoto e quindi inadeguato vista la sua non amovibilita’. Anche gli elementi che sono stati riempiti, lo sono in modo del tutto inadeguato e non tale da garantire la non amovibilita’ degli stessi anche in caso di urto. (16/07/2010 ore 12.30 circa)

 

 

Una delle tante barriere inservibili e non riempibili di acqua o sabbia per garantirne l’inamovibilita’, in quanto squarciate, utilizzate (16/07/2010 ore 12.30 circa)

 

 

Esmpio dell’inadeguato fissaggio delle reti utilizzate in altra parte del cantiere, lungo via Bixio, privo di qualsiasi distema di che permetta la non apertura della gabbia protettiva in caso ad esempio di urto fortuito da parte di un passaggio, cosa quanto mai facile a causa della conformazione del marciapiede e della sua inadeguatezza.  (16/07/2010 ore 12.30 circa)

 

 

Uno dei tanti supporti in cemento rivestito con plastica inadeguati e in stato di assoluta instabilita’ ed inadeguatezza allo scopo utilizzati nel cantiere. (16/07/2010 ore 12.30 circa)

 

 

Le protezioni miracolosamente rispuntate a protezione dei passanti anche nella parte di via Bixio nella zona prossima all’ex Teatro Ducale – incrocio Via Costituente Ben visibili un’auto utilizzata per l’accesso al cantiere parcheggiata in mezzo alla strada senza che sia stata predisposta alcuna area adeguata di parcheggio (16/07/2010 ore 12.30 circa)

 

Pericolosi squarci presenti ancora nella zona di cui sopra in prossimita’ dell’ex Ducale (incrocio via Costituente) (16/07/2010 ore 12.30 circa)


Hanno Pubblicato questo intervento
Questa sezione riporta i link a chi ha pubblicato o ripreso questo intervento. Chi fosse a conoscenza di interventi che citano questo intervento e' p[regato di segnalarli all'indirizzo di mail dell'autore.



Pubblicato il 17/07/2010 @ 15:09  - Nessun comment Nessun comment - Vedere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

Acqua lombarda vendesi - da AcquaBeneComune

Acqua lombarda vendesi “Grandi società pronte a spartirsi la Lombardia”. Il Sole24 Ore non ha dubbi e mercoledì 7 luglio dedicava l'apertura del suo inserto lombardo alla caccia alle concessioni in monopolio dei servizi idrici. Secondo le indiscrezioni del quotidiano degli industriali in pole position ci sarebbero Acea (che sta già provando ad inserirsi a Cremona), Hera, Iren (nata dalla fusione di Iride ed Enìa) e poi le francesi Veolia e Suez, le spagnole Acciona e Aqualia e l'inglese Severn Trent. Le prede più ambite, neanche a dirlo, Milano e la sua Provincia, più Monza. Secondo Il Sole grazie al decreto Ronchi, tutto filerebbe liscio: gare dal 2010, nuova legge regionale (perché con l'abolizione delle autorità d'ambito bisogna riassegnare le competenze), affidamento della scelta del gestore in concessione da parte delle Province (i Comuni cancellati). Non solo. Verrebbe anche rilanciato il “modello lombardo”, già bocciato dalla Corte Costituzionale nel novembre 2009, perché sottraeva allo Stato e alle competenze fondamentali dei Comuni la decisione finale sull'organizzazione di un servizio pubblico locale fondamentale. La legge regionale lombarda, contro cui si erano appellati 144 Comuni di ogni colore politico, prevedeva infatti l'obbligo di separazione tra reti ed erogazioni: le reti a un'azienda patrimoniale pubblica che doveva garantire gli investimenti, l'erogazione, la manutenzione e la depurazione (dove ci sono i migliori margini di profitto) a gara con l'entrata dei privati. Un modello che piace tantissimo ai liberalizzatori ma pessimo per i difensori del bene comune – forse il più pericoloso – perché regala i rubinetti e le bollette a chi fa “industria”, sganciato da perdite, responsabilità delle reti, obbiettivi di risparmio, carattere universale del servizio ecc. Si realizzerebbe così lo spezzatino del servizio idrico integrato tanto rivendicato dai liberalizzatori negli ultimi 15 anni, senza nessun guadagno di efficienza. È dimostrato proprio in Lombardia dove il “modello” è già stato avviato: nella Provincia di Milano, uno dei più grandi ambiti italiani con oltre due milioni di cittadini serviti. Finché nel milanese l'intero servizio idrico integrato era affidato alla S.p.A. pubblica Cap (Consorzio acque potabili) tutto andava per il meglio, almeno secondo i dati di Mediobanca del 2008 che assegnava al Cap una serie di record nazionali: investimenti pari al 35% del fatturato, migliori incrementi di produttività per chilometro di rete gestita, migliore produttività per addetto. Il tutto con uno dei più bassi costi del ciclo idrico (0,66 centesimi al metro cubo), con solo il 15% delle perdite e a tariffe ferme dal 2002, senza nemmeno l'adeguamento Istat. In Italia nessuno riusciva a fare meglio. Riusciva. Perché, nel 2009, prima il centrosinistra e poi il centrodestra decidono di smembrare il Cap, dividendo rete ed erogazione e l'eccellenza milanese dell'acqua comincia a scricchiolare. Il motivo è abbastanza logico: doppi uffici, doppie sedi, doppi controlli… nessuna visione complessiva. Liti sugli investimenti, le responsabilità e l'attribuzione della tariffa. Anche nelle altre due realtà dove esiste la separazione, la Provincia di Monza e quella di Pavia, la situazione è identica: il servizio al cittadino arranca con pochi mezzi destinati a supplire gli interventi del gestore reti accusato di lesinare gli investimenti, mentre quest'ultimo accusa a sua volta gli erogatori di non collaborare. Ma il senso del servizio idrico integrato introdotto dalla Legge Galli non era proprio quello di una gestione unica, senza scaricabarili e con una visione complessiva della risorsa (potabile, fognatura, depurazione, sprechi, sostenibilità, ecc.)? Pur di aprire i rubinetti e i portafogli dei cittadini ai privati, questo governo è disposto a tutto, anche a rimangiarsi l'integrazione del servizio. E il ministro Ronchi – che continuiamo a non capire perché si occupi d'acqua visto che ha le deleghe per le politiche europee e non per l'Ambiente, il Territorio o le Infrastrutture nazionali – avrebbe anche fatto un incontro con la Regione Lombardia per verificare le “linee guida“ lombarde e probabilmente farne tesoro per il regolamento attuativo del suo decreto che ancora non vede la luce dopo 9 mesi di gestazione. Sarà il “modello lombardo” la ricetta finale della privatizzazione in corso? Se così fosse, ci vorrebbe un altro intervento legislativo per aggirare la sentenza della Corte Costituzionale (Il Sole scrive “un escamotage nel testo unico sull'ambiente”, sigh!) oppure blindare il consenso di tutti i Comuni interessati. Più facile la prima ipotesi, perché come ben si sa, è più facile far votare
Pubblicato il 12/07/2010 @ 18:37  - Nessun comment Nessun comment - Vedere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

Mi iscrivo al Partito delle Liberta' (per cacciare quelle vigilate) - da Michele Trancossi

Cari amici,

dopo la nomina preannunciata sabato dall'On. Raisi, nel corso della costituzione del circolo territoriale di Salso Maggiore, a presidente di Circolo e Coordinatore cittadino per Parma, ho deciso autonomamente di iscrivermi al PDL, pur turandomi il naso, al fine di poter svolgere anche all'interno del Partito la battaglia Finiana per la questione morale e per la formazione di una nuova classe politica moderata, alternativa a quella attuale spesso non impeccabile dal punto di vista etico.

La mia adesione puo' essere riassunta in uno slogan molto semplice:

Per il Partito delle Liberta' - Contro il Partito della Liberta' Vigilata.


Non so se il coordinatore provinciale del Partito condivida la linea politica di pulizia e moralita' che Generazione Italia fa propria.
Mi auguro che di fronte al degrado morale nazionale del Partito possa svolgere una riflessione seria su questi temi ed aiutarci nella battaglia per la legalita' interna al partito.

Auspico di poter avere un incontro con lo stesso Luigi Villani e il sindaco Vignali per discutere apertamente delle azioni politiche che stiamo realizzando nei prossimi mesi e per chiedere loro l'adesione alle stesse iniziative dedicate alla discussione e alla formazione di una classe politica futura, che possa essere in grado di superare il grave degrado che traspare dalla nuova questione morale che sta sconvolgendo la politica italiana, con particolare attenzione ad influenti e prestigiosi membri dello stesso PDL, che in questi giorno stanno venendo interessati da inquietanti inchieste.

Un saluto a tutti i lettori
Michele Trancossi.
  -------- Messaggio originale --------
Oggetto: Adesione Il Popolo della Libertà Online
Data: Mon, 12 Jul 2010 22:02:05 +0200 (CEST)
Mittente: adesioni@ilpopolodellaliberta.it
A: xxxxxx.xxxxxxxxxx@xxxxxxxx.it



Adesione Online 2009/2010
di MICHELE TRANCOSSI

Grazie per aver inviato la richiesta di iscrizione a Il Popolo della Libertà
 
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Il Popolo della Libertà
Settore Adesioni
Via dell'Umiltà n. 36
00187 - Roma
Fax: 06 6731231
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adesioni@ilpopolodellaliberta.it
Pubblicato il 12/07/2010 @ 15:16  - 5 comments 5 comments - Vedere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

The Putin's Friend - da Michele Trancossi

Ognuno dei miei frequenti viaggi negli States, sopratutto quelli per partecipare ai lavori dei comitati normativi, costituisce per me un importante spunto di riflessione.

Gli Stati Uniti, sono un paese straordinario, capace di mutare il proprio aspetto e di trasformarsi, anche profondamente, in tempi per noi impensabili. Sono un un grande paese, che nonostante la crisi continua a rivelarsi come la terra delle opportunita', a condizione di avere un minimo di umilta' intellettuale e di capacita' di mettersi in gioco.

La cosa che mi ha meravigliato durante questo viaggio e' stato il giudizio caustico che molti funzionari governativi hanno espresso nei confronti del nostro Premier Berlusconi.

Gia' a Novembre, durante il mio precedente viaggio,  sempre per un comitato normativo sulle fonti rinnovabili e l'energia, avevo avuto la stessa impressione, ma molto meno accentuata.

Oggi invece la precezione che gli Stati Uniti hanno dell'Italia e' quella di uno Stato con una doppia politica, sopratutto con una doppia politica estera. Da un lato la politica del ministro Frattini, filo occidentale e democratica, dall'altro quella del Premier, del tutto filo Russo e con forti legami a paesi che costituiscono la negazione piu' assoluta dei valori occidentali e democratici.

Il presidente Berlusconi, che un tempo veniva definito semplicemente come Mr. Berlusconi, a novembre iniziava ad essere definito da qualcuno "The Putin's Friend"- l'amico di Putin... ma. oggi, questo nomignolo e' praticemente universale. Ormai, secondo fgli ambienti che sto frequentando per lavoro, l'Italia e' universalmente governata da "The Putin's Friend".

Non mi sembra che questo nomignolo sprezzante sia il segno di stima, soprattutto negli USA.
L'altra riflessione e' di natura economica, legata alla crisi e alla sua uscita, mentre noi siamo ancora impantanati nelle paludi della recessione e della stagnazione, in molte parti degli USA, si inizia a vedere la luce, dopo due anni di recessione. Soprattutto si osserva un rinnovato entusiasmo verso la ricerca e l'innovazione da parte delle aziende, come ho versificato tra quelle partecipanti al comitato normatio ASTM E44.

Da noi qualsiasi  ipotesi di ottimismo e' ancora lontana, anche per l'incapaciata' di un un uomo, cui non nascondo una sua abilita'. che ha fatto la propria fortuna grazie ai favori della politica e a rapporti non sempre limpidi, attestati dalla recente sentenza Dell'Utri, con ambienti dell'antistato, non ha la capacita' e la cultura per governare una crisi che puo' essere superata solo mediante l'innovazione.

Michele Trancossi
Pubblicato il 08/07/2010 @ 10:13  - Nessun comment Nessun comment - Vedere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

Appunti statunitensi sul darwinismo economico - da Michele Trancossi

Non e’ per caso se scrivo questo intervento dagli Stati Uniti, mentre mi trovo a Kansas City per una riunione del comitato normativo ASTM E44, che si occupa di fissare le norme tecniche per tutto quello che riguarda le fonti energetiche rinnovabili (solare, eolico, idraulico, geotermico, ecc) e per quelle lentamente ed incertamente rinnovabili (come le biomasse).

L’apertura dei lavori e’ coincisa con la presentazione degli obiettivi attuali e futuri del nostro comitato, che sta producendo norme tecniche per USA, Giappone, Gran Bretagna, Canada, Australia, India, Cina, Corea ed altri 8 paesi. Lo scopo dei prossimi due anni di lavoro sara’ quello che viene chiamato con uno slogan semplice ed immediato :Future is now!”.

Non e’ un semplice slogan, ma credo che calzi perfettamente non solo alla nostra attivita’ tecnica, ma anche e necessariamente alla politica nazionale ed europea, che si trova, oggi in ritardo. Il sentore e’ che la crisi violentissima, che ha colpito gli USA stia venendo superata, non tanto grazie agli aiuti pubblici, ma soprattutto mediante una ripresa di iniziativa economica e un certo lasseiz faire che incarna completamente lo spirito del Darwinismo economico USA tipico del liberalismo.

In apertura lavori il Vice presidente di una delle principali aziende del settore fotovoltaico, notorio sostenitore di Obama, ha detto: “Ringrazio il Presidente di aver salvato e incrementato la parte di interventi per la salvaguardia dei cittadini, ma condivido anche il non intervento a salvataggio di aziende che non avessero direttamente o indirettamente funzioni di pubblica utilita’. Le aziende sono come gli esseri viventi: nascono, crescono, maturano e invecchiano… ovviamente muoiono. Volere sovvertire questo modello e’ criminale. Allo stesso tempo sono criminali le tesi del liberismo che tende a sottrarre risorse al pubblico per creare un nuovo capitalismo assistito, che socializza le perdite e privatizza gli utili”.

In queste parole ho ritrovato valori antichi, in cui mi identifico, valori che si ispirano a principi economici di responsabilita’. Purtroppo l’Italia e’ cosa diversa. Italo Balbo fu mandato a governare la Libia per le sue idee di scegliere i fornitori dell’aviazione sulla base delle prestazioni effettive dei veicoli e non solo sulla base del favoritismo a questa e quell’altra azienda. Oggi Italo Balbo, a dispetto del fatto che fosse fascista, e’ ricordato in tutto il mondo come grande dell’aviazione e gli aerei che egli avrebbe voluto a costituire l’ossatura dell’aviazione militare sono entrati nell’olimpo dell’aviazione, come i vari Macchi e Caproni-Reggiane. I Fiat prescelti invece non godono di pari fama, anzi sono inseriti nell’elenco dei mezzi mediocri.

Questo credo che sia il male primo dell’Italia, il fatto che si sia nel tempo creata una casta imprenditoriale, capace di divenire eterna con strumenti di ricatto sociale sulla politica.

Un po’ di sano darwinismo economico e un serio livello di pena (anche detentiva) per gli imprenditori che sottraggono risorse all’azienda per rimpinguare i propri patrimoni personali e famigliari, sono piu’ che mai necessari.

Michele Trancossi

Pubblicato il 29/06/2010 @ 10:39  - Nessun comment Nessun comment - Vedere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

Da chi e' raccomandato quel deficiente che ha fatto il disegno della prova d'Esame di Stato? - da Michele Trancossi

Oggi ho avuto una giornata decisamente divertente, un po' meno i miei studenti, che alla fine l'hanno pesa con filosofia
                                                                                                                           
Il compito dell'Esame di Stato per Periti Meccanici faceva letteralmente scompisciare dalle risate. Complimenti a quelle persone minus abens o, quantomeno incompetenti professionalmente, che hanno realizzato la prova d'esame.
In sostanza e riporto il testo parziale divulgato da Repubblica, il compito era semplice e anche interessante a parte il fatto di essere in una configurazione pituttosto tirata.

"Innesto a frizione conico, potenza trasmessa 125kw numero di giri 2000giri/min. Fissati gli elementi necessari (materiali campana e superfici di contatto angolo beta) calcolare la lunghezza delle generatrici del tronco di cono d'attrito e lo sforzo che deve esercitare la molla . Proporzionamento cinematismo determinando dimensioni e materiali di: molla , 2 alberi, chiave della campana."

Il problema era il disegno allegato semplicemente inclassicassificabile, anche come schizzo funzionale, redatto probabilmente da qualche funzionario ignorante che si è limitato a copiarlo da qualche manuale (pergiunta male e senza conoscere neppure le regole elementari e base del disegno meccanico. Per giunta il tratteggio dell'albero era completamente sbagliato essendo fatto in tratto semplice e non in tratto-punto o in tratto lungo - tratto corto.

Ho appena finito il mio turno di vigilanza, ma quanto visto mi basta... in manovra finanziaria basterebbe un semplice articolo azzeramento dello stipendio per funzionari incomptenti e ignoranti comwe quello che ha redatto questo allegato grafico.

Di fronte a questa prova alcuni studenti hanno protestato con la frase con domande sul tipo: "Che voto date al ministero?".

La risposta è una sola: "Chi ha fatto il disegno allegato non ha le minime competenze previste per diventare Perito Meccanico."

Ministro Gelmini, certe cazzate fanno male alla scuola molto piu' della riforma, perche la squalifica in modo drammatico". Con una simile incompeteneza l'Italia è destinata ad andare a rotoli.

Michele Trancossi

http://www.ofiucus.com/blog.php?lng=it&pg=220
Pubblicato il 23/06/2010 @ 06:37  - Nessun comment Nessun comment - Vedere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

Nasce Generazione italia - Circolo citta' di Parma - da Michele Trancossi

Parma, 19/06/2010

Oggi è stato presentato il circolo “Città di Parma” di Generazione Italia, tenuto a battesimo dal coordinatore Regionale On. Enzo Raisi.  

La presentazione è stata moderata dalla nota giornalista televisiva Francesca DeVincenzi, che ha aderito al circolo e accettato l’incarico di responsabile della comunicazione.

Nel suo intervento introduttivo, Francesca DeVincenzi, ha chiarito il ruolo di generazione Italia, un aggregatore intergenerazionale e aperto, finalizzato al superamento dell’odierna fase politica e alla formazione di una nuova classe dirigente per Parma e l’Italia del futuro.

L’intervento introduttivo dell’On. Raisi è entrato nel merito della situazione politica italiana, spiegando le ragioni del gruppo dei parlamentari, vicini al Presidente Gianfranco Fini, rivendicando alla componente finiana il merito di aver indotto ad una maggiore prudenza su argomenti importanti per la democrazia come il decreto “blocca intercettazioni”. L’onorevole Raisi ha presentato i diversi movimenti dell’eterogenea a plurale galassia che fa riferimento al Presidente Fini. Ha presentato, in particolare, il contenitore aperto di Generazione Italia, facendo notare che il 50% degli aderenti non sono persone legate al PDL, ma è costituito da persone che avevano rinunciato al voto e addirittura da altre aree politiche. L’On. Raisi ha inoltre segnalato l’attuale debolezza dell’opposizione, affermando che il secondo polo è in realtà una promessa non mantenuta, a causa dei problemi politici e amministrativi che oggi affliggono il PD e che impediscono un compiuto bipolarismo politico.

L’On. Raisi ha ricordato l’indimenticato intervento di Gianfranco Fini all’assemblea costitutiva del PDL, di gran lunga il più applaudito, che sottolineava l’esigenza di creare un soggetto plurale. Ha, inoltre, criticato la degenerazione del PDL in gruppi di potere, spesso privi di idee, rivolti unicamente alla ricerca del potere e ha rivolto un appello al superamento di questa fase politica sollecitandone una nuova basata sul dibattito delle idee. Non ha chiuso al federalismo e ha anche affermato che in merito alle grandi scelte economiche, come la manovra finanziaria in discussione, l’autonomia nazionale è limitata e che le scelte sono in buona parte vincolate dall’appartenenza dell’Italia agli organismi internazionali, come l’Europa e il fondo monetario. .

Al termine dell’intervento di Enzo Raisi, la portavoce del circolo, ringrazia per i messaggi augurali il sindaco di Polesine Andrea Censi e l’assessore Regionale Alfredo Peri, che rispondendo all’invito ha comunicato di avere un impegno precedente.

La presentazione del circolo è continuata con la relazione dell’architetto Flavio Franceschi, il quale, dopo aver ricordato la sua storia politica personale, che lo ha visto militare nel PCI si è soffermato sulla necessità del circolo di impegnarsi nella promozione di un nuovo modello politico e sociale partecipativo e di intendere Generazione Italia, come lo strumento adatto per questo scopo.

L’Ing. Michele Trancossi, ha segnalato che, dopo la speranza nelle riforme liberali promesse da Berlusconi nel 1994, purtroppo miseramente tradita, ha scelto un percorso contrapposto al Berlusconismo. In particolare si è soffermato sull’esigenza di formare classe politica, che non sia solo militante, ma che sia preparata culturalmente e tecnicamente ad affrontare le difficili sfide del cambiamento che ci troviamo necessariamente a dover fronteggiare negli anni a venire.

Il Coordinatore provinciale dei Circoli Generazione Italia, Antonio Rozzi, ha rivolto l’augurio di realizzare un movimento pluralista che ascolti i bisogni delle persone e trasformarli in proposta politica, sconfiggendo, in questo modo, il pericolo dell’antipolitica e delle forze che mirano a disgregare l’unita’ statale.

Hanno quindi preso la parola gli ospiti.

Il Dott. Giampaolo Lavagetto (PDL) ha concordato con l’On. Raisi sui problemi della scarsa democrazia interna del PDL e ha dichiarato la sua volontà di dialogo con il circolo nascituro.

Marino Giubellini, storico segretario provinciale della Margherita, che ha portato i saluti di Elvio Ubaldi, dopo aver ricordato la sua non adesione al progetto del PD e il fatto di essere stato “dimesso” da assessore per non aver voluto firmare un documento contro Elvio Ubaldi, ha sottolineato l’esigenza di superare il civismo.

Il Dott. Paolo Pizzigoni, portando i saluti di Maria Teresa Guarnieri bloccata a Zibello dai problemi legati alla recente alluvione, ha sottolineato un certo interesse con cui il movimento Nuova politica guarda a Generazione Italia e ha sottolineato che il civismo, dai nobili precursori come Ubaldi e Tommasini, è necessariamente un’esperienza transitoria dovuta ad una crisi dello strumento partito.

Stefano Zibana di Terre Nostre ha sottolineato l’interesse con cui il suo movimento guarda a Generazione Italia e ha rivolto un accorato appello-invito alla collaborazione su temi concreti e legati alla cultura politica.

In conclusione è stato salutato il presidente del Circolo “Carlo Cattaneo”, Tiziano Castellani, segnalando la volontà del nascente Circolo di cooperare attivamente nell’organizzazione della prossima Scuola di Liberalismo.

Nelle repliche conclusive l’Arc. Franceschi ha sottolineato la necessità di incoraggiare la partecipazione al dibattito politico al fine di sconfiggere l’anti-politica, mentre Michele Trancossi, ha sommariamente presentato l’idea di creare ad un periodico online di carattere locale che dia voce a tutte le idee e a tutte le componenti politiche e sociali della città, soprattutto a coloro che di solito non hanno voce nei media cittadini.

Infine l’On. Raisi ha sottolineato la necessità di favorire la partecipazione politica anche da coloro che oggi hanno rinunciato alla speranza di partecipare alla vita politica, come antidoto all’antipolitica. Infine ha sottolineato ancora una volta la necessità di favorire la formazione di una nuova classe dirigente, enfatizzando quindi l’importanza di produrre cultura politica che costituisce uno straordinario valore aggiunto, anche elettorale.

 

 

Il Circolo Generazione Italia

Città di Parma

www.generazioneparma.it

Pubblicato il 19/06/2010 @ 14:47  - Nessun comment Nessun comment - Vedere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

Discorso sul metodo - da Michele Trancossi

Immodestamente per riassumere il concetto che voglio esprimere in questo intervento mi viene in mente il titolo di un’opera di Cartesio, uno dei filosofie e scienziati che apprezzo maggiormente.
Cartesio scrive tra l’altro: “Se vuoi diventare un vero cercatore della verità, almeno una volta nella tua vita devi dubitare, il più profondamente possibile, di tutte le cose.”
In questo sono discepolo di Cartesio, visto che per consuetudine personale ho l’abitudine di mettere tutto in discussione, di relazionarmi con il mondo dubitando delle cose che vedo.
Non amo le verita’ preconfezionate e servite, le trovo facili e talvolta eccessivamente semplicistiche. Credo, nel mio piccolo, di aver intrapreso un cammino personale e culturale, un cammino di cui non conosco la meta. Non sono sicuro di raggiungere questa meta sconosciuta, ma ho la viva speranza che prima o poi sara’ questa meta stessa ad incontrarmi.
In un certo senso ho fatto profondamente mio un metodo del dubbio, mutuato dallo Zarathustra di Nietsche: solamente dopo aver distrutto le verita’ imposte dall’esterno potro riuscire a maturare una verita’ personale che mi appartenga. Adottare un metodo di pensiero di questo tipo non e’ certo facile, ma mi spinge a mettere ogni cosa in discussione per cercare di capirla meglio. La verita’ ultima, cioe’ quella personale puo’ derivare solo dal tentativo di mettere in discussione, e perche’ no distruggere a me stesso, il complesso delle verita’ imposte dall’esterno. Senza questo passo e’ assolutamente difficile essere liberi, ma si resta inevitabilmente sempre condizionati.
Ad oggi, tre sole convinzioni ho raggiunto, entrambe legate alla dimensione sociale e politica che forse ho esplorato piu’ di altre.
La prima riguarda il piano morale. Il relativismo sui temi morali, non certo su quelli definiti dalla Chiesa Cattolica, ma sui valori morali che devono regolare qualsiasi convivenza civile non e’ ammissibile. I valori morali fondamentali che sono alla base d qualsiasi umana civile convivenza non possono essere in alcun modo negoziati. Qualsiasi violazione degli stessi, soprattutto da parte della classe dirigente, politica ed amministrativa non puo’ essere tollerata.
La seconda, piu’ importante, riguarda il metodo. L’unico possibile metodo per realizzare un dialogo costruttivo richiede due punti fermi: l’uguale dignita’ di tutte le idee, purche’ siano degne di tale nome. Questo richiede capacita’ di ascolto che permetta di comprendere anche le tesi di chi la pensa diversamente e la capacita’ di presentare le proprie personali istanze in modo laico, ricordandosi sempre che nessuno ha mai la verita’ assoluta in tasca. Se necessario occorre difendere con forza la possibilita’ di presentare le proprie tesi anche da parte di chi la pensa diversamente, visto che ogni violazione del diritto di libera espressione costituisce l’anticamera della censura.
La terza e forse piu’ importante riguarda un tema oggi di grande attualita’, quello dei diritti umani essenziali e il concetto di tolleranza. Tolleranza non significa, in primo lugo buonismo, ovvero non significa sacrificare le proprie idee e tradizioni, ma significa in primo luogo accettare un dialogo culturale con persone diverse per colore, razza e cultura, ricordando sempre quello che si e’ personalmente. Il fondamento del dialogo e della tolleranza e’ la consapevolezza delle differenze, ma anche il riconoscimento che tutte le persone hanno sempre uguale dignita’ ed importanza. Come Scrisse Herman Hesse, noi siamo il modo in cui le nostre storie si incontrano con quelle di altri uomini e donne, ogni volta che disprezziamo qualcuno
In particolare questa evoluzione personale, mi porta oggi a ridiscutere alcune mie convinzioni del passato, sul piano del metodo operativo. Credo che le posizioni di scontro frontale con alcune idee e posizioni da cui mi trovo lontano, in nome anche di sacrosanti diritti e doveri della convivena civile e dei principi di legalita’ e di moralita’ che ritengo fondamentali concretamente e non in astratto, che per tanto tempo mi sono state naturali non sempre sono la soluzione piu’ corretta.
Al contrario mi sono reso conto che a poco serve una testimonianza astratta di principi, ma occorre sempre di piu’ la moderazione e la veicolazione di contenuti, anche se, alcune volte in forme e modi polemici. Credo, inoltre, che soprattutto nella sfera politica il primato delle societa’ di comunicazione e dei modi di comunicazione sui contenuti autentici sia deleterio.
Proprio nel difficile momento attuale di esasperazione occorre ritrovare il bandolo della matassa di una posizione moderata, non necessariamente nei contenuti, ma nel metodo. Il difficile momento richiede scelte difficili e talvolta dolorose, ma richiede anche, soprattutto nella sfera politica, una notevole capacita’ tattica.
Mi sorge comunque spontaneo un’interrogativo: con l’esasperazione dei toni e delle polemiche dove potra’ arrivare l’Italia? Ho paura delle possibili risposte.

Michele Trancossi
Pubblicato il 14/06/2010 @ 05:38  - Nessun comment Nessun comment - Vedere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 
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