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L’apertura dei lavori e’ coincisa con la presentazione degli obiettivi attuali e futuri del nostro comitato, che sta producendo norme tecniche per USA, Giappone, Gran Bretagna, Canada, Australia, India, Cina, Corea ed altri 8 paesi. Lo scopo dei prossimi due anni di lavoro sara’ quello che viene chiamato con uno slogan semplice ed immediato :Future is now!”.
Non e’ un semplice slogan, ma credo che calzi perfettamente non solo alla nostra attivita’ tecnica, ma anche e necessariamente alla politica nazionale ed europea, che si trova, oggi in ritardo. Il sentore e’ che la crisi violentissima, che ha colpito gli USA stia venendo superata, non tanto grazie agli aiuti pubblici, ma soprattutto mediante una ripresa di iniziativa economica e un certo lasseiz faire che incarna completamente lo spirito del Darwinismo economico USA tipico del liberalismo.
In apertura lavori il Vice presidente di una delle principali aziende del settore fotovoltaico, notorio sostenitore di Obama, ha detto: “Ringrazio il Presidente di aver salvato e incrementato la parte di interventi per la salvaguardia dei cittadini, ma condivido anche il non intervento a salvataggio di aziende che non avessero direttamente o indirettamente funzioni di pubblica utilita’. Le aziende sono come gli esseri viventi: nascono, crescono, maturano e invecchiano… ovviamente muoiono. Volere sovvertire questo modello e’ criminale. Allo stesso tempo sono criminali le tesi del liberismo che tende a sottrarre risorse al pubblico per creare un nuovo capitalismo assistito, che socializza le perdite e privatizza gli utili”.
In queste parole ho ritrovato valori antichi, in cui mi identifico, valori che si ispirano a principi economici di responsabilita’. Purtroppo l’Italia e’ cosa diversa. Italo Balbo fu mandato a governare la Libia per le sue idee di scegliere i fornitori dell’aviazione sulla base delle prestazioni effettive dei veicoli e non solo sulla base del favoritismo a questa e quell’altra azienda. Oggi Italo Balbo, a dispetto del fatto che fosse fascista, e’ ricordato in tutto il mondo come grande dell’aviazione e gli aerei che egli avrebbe voluto a costituire l’ossatura dell’aviazione militare sono entrati nell’olimpo dell’aviazione, come i vari Macchi e Caproni-Reggiane. I Fiat prescelti invece non godono di pari fama, anzi sono inseriti nell’elenco dei mezzi mediocri.
Questo credo che sia il male primo dell’Italia, il fatto che si sia nel tempo creata una casta imprenditoriale, capace di divenire eterna con strumenti di ricatto sociale sulla politica.
Un po’ di sano darwinismo economico e un serio livello di pena (anche detentiva) per gli imprenditori che sottraggono risorse all’azienda per rimpinguare i propri patrimoni personali e famigliari, sono piu’ che mai necessari.
Michele Trancossi