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Per un nuovo modello di Stato - Gianfranco Fini: no a cesarismo e spinte separatiste
«Cavour tenne sempre in grande considerazione il ruolo del Parlamento tanto da affermare che la sola rappresentazione del popolo si trova in questa Camera». Per questo «è stato il più grande artefice dell’unificazione italiana, sempre immune dal cesarismo». Gianfranco Fini ha parlato del conte di Cavour in un passaggio della sua lectio magistralis su «Parlamento, federalismo e unità nazionale» al Centro studi parlamentari Silvano Tosi di Firenze. Un riferimento, quello al cesarismo, che ha subito rimandato la mente alle critiche rivolte in più occasioni dal presidente della Camera al leader del Pdl, Silvio Berlusconi. Tra i due le tensioni erano sfociate con il redde rationem alla direzione nazionale del partito, nel corso del quale era apparsa chiara la distanza tra i due.
«L’unità nazionale – ha detto ancora Fini – non è in contrapposizione con le autonomie locali» ha aggiunto Fini che vede nella necessità di tenere insieme questi due aspetti, il modo di proseguire «il disegno pluralistico che è alla base della nostra Carta costituzionale». Un’analisi che la terza carica dello Stato ha svolto, in connessione con le riforme in corso. «La Bicamerale, deve porre «massimo scrupolo all’esame dei decreti delegati sul federalismo perché è in gioco la coesione sociale». Per Fini con la riforma federale devono essere garantite le «prestazioni essenziali a tutti i cittadini», in ogni territorio. È quindi necessario evitare discussioni «affrettate». Il presidente della Camera ha sottolineato che «non solo alcune riforme sono ineludibili ma non si deve aver timore di avviare riforme dello Stato in senso federalista». Se «l’italianità è un patrimonio inimitabile», secondo Fini, lo si deve «al nostro miglior marchio che è la pluralità di identità». Data creazione : 24/05/2010 @ 15:31 Opinioni su questo articolo
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