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Malgoverno a Parma - Metropolitana: il comunicato stampa di Civilta' Parmigiana
Metropolitana. Ci spiace ma noi riconfermiamo di fronte ai cittadini, soprattutto a quelli che hanno votato per la maggioranza, che la decisione è sbagliata nella sostanza, nei tempi, nei metodi e porta enorme danno alla collettività.
Sbagliata nel merito perché priva Parma di una struttura fondamentale per una città che pensi al proprio futuro, ricca di servizi, facilmente accessibile soprattutto nel centro storico, alleggerita dall’asfissiante assedio del traffico su gomma. Sbagliata inoltre nei tempi, nei metodi e nelle contropartite per le evidenti ragioni che andremo ad esporre. Deve prima di tutto essere chiaro che la città non ha guadagnato 70 milioni di euro come ci si vuol far credere. La verità è che Parma ha perso un finanziamento di 243,9 milioni di euro : 172,1 milioni di finanziamento statale già assegnato, più ulteriori 34 Mln di disponibilità del CIPE, più 37,8 Mln acquisibili per il materiale rotabile, come scritto dallo stesso ministro Matteoli. A fronte di questa rinuncia certa, c’è la possibilità di riavere sul territorio, in tempi e modalità incerti, una cifra inferiore ai 60 milioni di euro. Un saldo negativo dunque di oltre 184 milioni di euro; come dire che il sindaco, emulo di Esaù, ha rinunciato alla primogenitura per il classico piatto di lenticchie. Speravamo in un Sindaco capace di ottenere da Roma più di quello che già avevamo: non ci vuole molta capacità per fare un accordo con cui si lasciano 184 milioni e se ne tengono (forse) 60! A questo palese danno per la città si aggiunge il tradimento del mandato elettorale, cioè del patto fatto con gli elettori che hanno votato un preciso programma. Ed è stato per di più tradito in modo goffo, mettendo in evidenza un’ incredibile imperizia ed incompetenza amministrativa e un’infantile capacità di giustificazione. Se recesso doveva essere , e noi riconfermiamo la nostra contrarietà, il recesso andava fatto a regola d’arte per evitare di dover caricare la collettività dei costi derivanti dalle penali. Si poteva evitare ad esempio l’affidamento della gara d’appalto; e a gara assegnata la revoca poteva farsi senza danni entro il luglio 2009, quando la crisi invocata oggi per giustificare la retromarcia era già abbondantemente conosciuta. Non reggono poi le giustificazioni che assomigliano molto a banali bugie. Dopo avere sostenuto a spada tratta l’intervento, si è andati avanti per mesi senza avere il coraggio di dichiarare pubblicamente il cambio di scelta. Prima si è detto che mancavano i 37 milioni del materiale rotabile (abbiamo visto che le cose non stavano così, che quei soldi non erano nemmeno stati richiesti; e forse non mancavano quando è stato firmato il contratto con il costruttore?) Poi si è invocata la crisi economica, ma questa era ben conosciuta anche quando si è lasciato scadere il termine per la disdetta del contratto che sarebbe potuta avvenire senza grandi danni (luglio 2009), come abbiamo già detto. Si dice che non peserà addosso alla città il costo dei 96 milioni di contributo di Metroparma: ma questo non rappresenta un problema visti gli studi commissionati dalla stessa società e validati da tutti i controllori previsti dalla legge (Regione, Cipe, Ministeri competenti) che dimostrano che verranno compensati dalle entrate di gestione dell’infrastruttura. Delle due l’una : o l’allora assessore alla mobilità barava quando garantiva la loro sostenibilità, o bara oggi il Sindaco. Si può semmai fare una considerazione: proprio la crisi si poteva combattere e mitigare accelerando l’investimento; mettendo in circolo il finanziamento già disponibile come insegnano anche i Bignami degli studenti primini di economia. A nostro avviso le vere ragioni sono da ricercare nella necessità della Giunta, così poco preoccupata della crisi quando deve fare o autorizzare spese di dubbia utilità ed etica pubblica, di fare cassa e svendere i gioielli di famiglia per realizzare modeste opere entro le elezioni del 2012. Una scelta miope , fatta nel tentativo tutto elettorale di arrivare a fine mandato con qualche lustrino da mostrare alla città. Non si può rinnegare un impegno così rilevante con motivazioni bugiarde o inconsistenti, ancora oggi non chiare. Così come fino ad oggi non si conoscono le opere rilevanti ed urgenti su cui si investirebbero gli eventuali contributi rimasti a Parma. La crisi, si dice, impone altre priorità. Quali sarebbero? Un nuovo Palazzo dello sport o una nuova Casa della Cultura su cui il Comune si appresta a spendere almeno 50 milioni di euro? Noi pensiamo altro. Pensiamo che quando si amministra si deve avere il coraggio di guardare lontano, di scegliere per i figli, di progettare davvero la città del futuro. Ed è per questo che non ringraziamo il Sindaco. E’ per questo che riconfermiamo il programma elettorale e gli impegni assunti con i nostri concittadini. Noi non li abbiamo ingannati: eravamo e siamo convinti che la metropolitana fosse e sia una scelta utile e sostenibile". Civilta' Parmigiana Data creazione : 17/04/2010 @ 13:30 Opinioni su questo articolo
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