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Parma - Cantiere di Via Bixio: che cosa succede?

Questa mattina presso il cantiere di Via Bixio è accaduto uno strano controllo, con la partecipazione di una pattuglia dei Carabinieri, cui ho potuto assistere, mentre mi recavo in centro, cosa che può essere testimoniata da commercianti, residenti e passanti.

Dopo in controllo, sono rispuntate le necessarie protezioni tolte in anticipo mettendo a repentaglio la sicurezza dei passanti, oltre che dei lavoratori.

Le protezioni di sicurezza, come evidenziato dalle foto prodotte si rivelano mal installate, fatiscenti, talora inservibili e con evidenti lesioni, tali da renderle pericolose, come documentato nelle foto allegate.

Intelligenza politica, in merito ad una cantiere tanto contestato da parte dei cittadini, commercianti, proprietari e residenti, avrebbe voluto una gestione ineccepibile del cantiere.

In merito ai fatti incresciosi accaduti e al livello assolutamente inadeguato delle strutture di sicurezza montate, come ingegnere sono obbligato a pormi delle domande che giro tramite il vostro giornale all’amministrazione comunale.

La qualità mediocre dei lavori effettuati dall’impresa Piazza, dalla lontana realizzazione dei parcheggi di Viale Rustici, che si allagano ogni due gocce, per giungere al più recente errore clamoroso dell’asfalto di viale Milazzo, ceduto miseramente (in merito al quale l’amministrazione comunale non ha mai dissipato i dubbi in merito alla composizione e all’eventuale presenza di materiali che potessero avere effetti tossici sulla salute), per giungere allo scandalo del piano neve dell’ultimo inverno, l’intollerabile della dimenticanza dei tombini e il successivo ripristino dell’asfalto con visibili ed inaccettabili riporti e sconnessioni in Viale Mariotti nello scorso Maggio, pone seri dubbi sull’adeguatezza di una simile azienda a svolgere lavori pubblici. Un errore è, infatti, legittimo, ma perseverare continuamente non lo è ed è sintomo di una livello professionale inferiore a qualsiasi standard minimo richiesto per l’esecuzione di lavori pubblici.

Continua

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Generazione Italia - Città di Parma

Oggi è stato presentato il circolo “Città di Parma” di Generazione Italia, tenuto a battesimo dal coordinatore Regionale On. Enzo Raisi.  

La presentazione è stata moderata dalla nota giornalista televisiva Francesca DeVincenzi, che ha aderito al circolo e accettato l’incarico di responsabile della comunicazione.

Nel suo intervento introduttivo, Francesca DeVincenzi, ha chiarito il ruolo di generazione Italia, un aggregatore intergenerazionale e aperto, finalizzato al superamento dell’odierna fase politica e alla formazione di una nuova classe dirigente per Parma e l’Italia del futuro. continua

I 5 ultimi post sul Blog

Cantiere di Via Bixio: che cosa succede? - da Michele Trancossi

Parma 16/07/2010

 

Questa mattina presso il cantiere di Via Bixio è accaduto uno strano controllo, con la partecipazione di una pattuglia dei Carabinieri, cui ho potuto assistere, mentre mi recavo in centro, cosa che può essere testimoniata da commercianti, residenti e passanti.

Dopo in controllo, sono rispuntate le necessarie protezioni tolte in anticipo mettendo a repentaglio la sicurezza dei passanti, oltre che dei lavoratori.

Le protezioni di sicurezza, come evidenziato dalle foto prodotte si rivelano mal installate, fatiscenti, talora inservibili e con evidenti lesioni, tali da renderle pericolose, come documentato nelle foto allegate.

Intelligenza politica, in merito ad una cantiere tanto contestato da parte dei cittadini, commercianti, proprietari e residenti, avrebbe voluto una gestione ineccepibile del cantiere.

In merito ai fatti incresciosi accaduti e al livello assolutamente inadeguato delle strutture di sicurezza montate, come ingegnere sono obbligato a pormi delle domande che giro tramite il vostro giornale all’amministrazione comunale.

La qualità mediocre dei lavori effettuati dall’impresa Piazza, dalla lontana realizzazione dei parcheggi di Viale Rustici, che si allagano ogni due gocce, per giungere al più recente errore clamoroso dell’asfalto di viale Milazzo, ceduto miseramente (in merito al quale l’amministrazione comunale non ha mai dissipato i dubbi in merito alla composizione e all’eventuale presenza di materiali che potessero avere effetti tossici sulla salute), per giungere allo scandalo del piano neve dell’ultimo inverno, l’intollerabile della dimenticanza dei tombini e il successivo ripristino dell’asfalto con visibili ed inaccettabili riporti e sconnessioni in Viale Mariotti nello scorso Maggio, pone seri dubbi sull’adeguatezza di una simile azienda a svolgere lavori pubblici. Un errore è, infatti, legittimo, ma perseverare continuamente non lo è ed è sintomo di una livello professionale inferiore a qualsiasi standard minimo richiesto per l’esecuzione di lavori pubblici.

In particolare non si comprende se tali inadeguatezze siano consentite da insufficiente vigilanza degli assessorati competenti o siano dovuti ad uno stato di favore di cui l’azienda in questione gode da parte dell'amministrazione. Desta molti dubbi il fatto che una simile impresa caratterizzata da un modo di lavorare tanto inadeguato, continui a lavorare a Parma in condizioni di monopolio per le pavimentazioni stradali e gli asfalti.

A nome del Circolo Generazione Italia “Citta’ di Parma”, mi trovo costretto a chiedere al comune di rendere noti gli esiti del controllo svolto durante la mattinata sul cantiere di via Bixio. Chiedo, inoltre, se esistano rapporti di cointeressenza a qualsiasi livello, inclusa la  consulenza in atto tra l’impresa in questione e gli studi professionali di persone della giunta o altri personaggi politici cittadini, che possano indurre a favorirla, nonostante l’inadeguatezza plateale e conclamata nei fatti nell’assegnazione di lavori pubblici. Chiedo inoltre che l’amministrazione renda pubbliche le modalità in cui si sono svolti gli appalti vinti dall’impresa in questione e quali modalità di pubblicata degli stessi si siano adottati.

Si chiede, infine, di rendere pubblici ai cittadini se si tratti d’appalti al massimo ribasso o e quali penali e se le lacune in termini di sicurezza tanto evidenti possano essere tali da indurre ad una sospensione temporanea dei lavori e alla loro rassegnazione ad azienda che possa vantare credenziali migliori e soprattutto se il prezzo d’aggiudicazione dell’opera sia compatibile con la generale insicurezza del cantiere.

Si allegano le foto prese in cantiere con legenda.

Distinti Saluti

 

Ing. Michele Trancossi

Presidente Circola Generazione Italia "Città di Parma"

e Coordinatore Cittadino di Generazione Italia

 

Stato del Cantiere in via Bixio il 15/07/2010 le protezioni di sicurezza del cantiere sono gia’ state rimosse eppure si continua a lavorare mettendo in pericolo la sicurezza dei cittadini

 

Stato del cantiere il giorno 16/07/2010 alle ore 11.11 durante il controllo. Sono ancora evidenti l’inadeguatezza delle protezioni adottate e i gravi pericoli presenti per la sicurezza dei cittadini.

Uno dei tanti elementi per le barriere di protezione completamente vuoto e quindi inadeguato vista la sua non amovibilita’. Anche gli elementi che sono stati riempiti, lo sono in modo del tutto inadeguato e non tale da garantire la non amovibilita’ degli stessi anche in caso di urto. (16/07/2010 ore 12.30 circa)

 

 

Una delle tante barriere inservibili e non riempibili di acqua o sabbia per garantirne l’inamovibilita’, in quanto squarciate, utilizzate (16/07/2010 ore 12.30 circa)

 

 

Esmpio dell’inadeguato fissaggio delle reti utilizzate in altra parte del cantiere, lungo via Bixio, privo di qualsiasi distema di che permetta la non apertura della gabbia protettiva in caso ad esempio di urto fortuito da parte di un passaggio, cosa quanto mai facile a causa della conformazione del marciapiede e della sua inadeguatezza.  (16/07/2010 ore 12.30 circa)

 

 

Uno dei tanti supporti in cemento rivestito con plastica inadeguati e in stato di assoluta instabilita’ ed inadeguatezza allo scopo utilizzati nel cantiere. (16/07/2010 ore 12.30 circa)

 

 

Le protezioni miracolosamente rispuntate a protezione dei passanti anche nella parte di via Bixio nella zona prossima all’ex Teatro Ducale – incrocio Via Costituente Ben visibili un’auto utilizzata per l’accesso al cantiere parcheggiata in mezzo alla strada senza che sia stata predisposta alcuna area adeguata di parcheggio (16/07/2010 ore 12.30 circa)

 

Pericolosi squarci presenti ancora nella zona di cui sopra in prossimita’ dell’ex Ducale (incrocio via Costituente) (16/07/2010 ore 12.30 circa)


Hanno Pubblicato questo intervento
Questa sezione riporta i link a chi ha pubblicato o ripreso questo intervento. Chi fosse a conoscenza di interventi che citano questo intervento e' p[regato di segnalarli all'indirizzo di mail dell'autore.



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Pubblicato il 17/07/2010 @ 15:09  - Nessun comment Nessun comment - Vedere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

Acqua lombarda vendesi - da AcquaBeneComune

Acqua lombarda vendesi “Grandi società pronte a spartirsi la Lombardia”. Il Sole24 Ore non ha dubbi e mercoledì 7 luglio dedicava l'apertura del suo inserto lombardo alla caccia alle concessioni in monopolio dei servizi idrici. Secondo le indiscrezioni del quotidiano degli industriali in pole position ci sarebbero Acea (che sta già provando ad inserirsi a Cremona), Hera, Iren (nata dalla fusione di Iride ed Enìa) e poi le francesi Veolia e Suez, le spagnole Acciona e Aqualia e l'inglese Severn Trent. Le prede più ambite, neanche a dirlo, Milano e la sua Provincia, più Monza. Secondo Il Sole grazie al decreto Ronchi, tutto filerebbe liscio: gare dal 2010, nuova legge regionale (perché con l'abolizione delle autorità d'ambito bisogna riassegnare le competenze), affidamento della scelta del gestore in concessione da parte delle Province (i Comuni cancellati). Non solo. Verrebbe anche rilanciato il “modello lombardo”, già bocciato dalla Corte Costituzionale nel novembre 2009, perché sottraeva allo Stato e alle competenze fondamentali dei Comuni la decisione finale sull'organizzazione di un servizio pubblico locale fondamentale. La legge regionale lombarda, contro cui si erano appellati 144 Comuni di ogni colore politico, prevedeva infatti l'obbligo di separazione tra reti ed erogazioni: le reti a un'azienda patrimoniale pubblica che doveva garantire gli investimenti, l'erogazione, la manutenzione e la depurazione (dove ci sono i migliori margini di profitto) a gara con l'entrata dei privati. Un modello che piace tantissimo ai liberalizzatori ma pessimo per i difensori del bene comune – forse il più pericoloso – perché regala i rubinetti e le bollette a chi fa “industria”, sganciato da perdite, responsabilità delle reti, obbiettivi di risparmio, carattere universale del servizio ecc. Si realizzerebbe così lo spezzatino del servizio idrico integrato tanto rivendicato dai liberalizzatori negli ultimi 15 anni, senza nessun guadagno di efficienza. È dimostrato proprio in Lombardia dove il “modello” è già stato avviato: nella Provincia di Milano, uno dei più grandi ambiti italiani con oltre due milioni di cittadini serviti. Finché nel milanese l'intero servizio idrico integrato era affidato alla S.p.A. pubblica Cap (Consorzio acque potabili) tutto andava per il meglio, almeno secondo i dati di Mediobanca del 2008 che assegnava al Cap una serie di record nazionali: investimenti pari al 35% del fatturato, migliori incrementi di produttività per chilometro di rete gestita, migliore produttività per addetto. Il tutto con uno dei più bassi costi del ciclo idrico (0,66 centesimi al metro cubo), con solo il 15% delle perdite e a tariffe ferme dal 2002, senza nemmeno l'adeguamento Istat. In Italia nessuno riusciva a fare meglio. Riusciva. Perché, nel 2009, prima il centrosinistra e poi il centrodestra decidono di smembrare il Cap, dividendo rete ed erogazione e l'eccellenza milanese dell'acqua comincia a scricchiolare. Il motivo è abbastanza logico: doppi uffici, doppie sedi, doppi controlli… nessuna visione complessiva. Liti sugli investimenti, le responsabilità e l'attribuzione della tariffa. Anche nelle altre due realtà dove esiste la separazione, la Provincia di Monza e quella di Pavia, la situazione è identica: il servizio al cittadino arranca con pochi mezzi destinati a supplire gli interventi del gestore reti accusato di lesinare gli investimenti, mentre quest'ultimo accusa a sua volta gli erogatori di non collaborare. Ma il senso del servizio idrico integrato introdotto dalla Legge Galli non era proprio quello di una gestione unica, senza scaricabarili e con una visione complessiva della risorsa (potabile, fognatura, depurazione, sprechi, sostenibilità, ecc.)? Pur di aprire i rubinetti e i portafogli dei cittadini ai privati, questo governo è disposto a tutto, anche a rimangiarsi l'integrazione del servizio. E il ministro Ronchi – che continuiamo a non capire perché si occupi d'acqua visto che ha le deleghe per le politiche europee e non per l'Ambiente, il Territorio o le Infrastrutture nazionali – avrebbe anche fatto un incontro con la Regione Lombardia per verificare le “linee guida“ lombarde e probabilmente farne tesoro per il regolamento attuativo del suo decreto che ancora non vede la luce dopo 9 mesi di gestazione. Sarà il “modello lombardo” la ricetta finale della privatizzazione in corso? Se così fosse, ci vorrebbe un altro intervento legislativo per aggirare la sentenza della Corte Costituzionale (Il Sole scrive “un escamotage nel testo unico sull'ambiente”, sigh!) oppure blindare il consenso di tutti i Comuni interessati. Più facile la prima ipotesi, perché come ben si sa, è più facile far votare

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Pubblicato il 12/07/2010 @ 18:37  - Nessun comment Nessun comment - Vedere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

Mi iscrivo al Partito delle Liberta' (per cacciare quelle vigilate) - da Michele Trancossi

Cari amici,

dopo la nomina preannunciata sabato dall'On. Raisi, nel corso della costituzione del circolo territoriale di Salso Maggiore, a presidente di Circolo e Coordinatore cittadino per Parma, ho deciso autonomamente di iscrivermi al PDL, pur turandomi il naso, al fine di poter svolgere anche all'interno del Partito la battaglia Finiana per la questione morale e per la formazione di una nuova classe politica moderata, alternativa a quella attuale spesso non impeccabile dal punto di vista etico.

La mia adesione puo' essere riassunta in uno slogan molto semplice:

Per il Partito delle Liberta' - Contro il Partito della Liberta' Vigilata.


Non so se il coordinatore provinciale del Partito condivida la linea politica di pulizia e moralita' che Generazione Italia fa propria.
Mi auguro che di fronte al degrado morale nazionale del Partito possa svolgere una riflessione seria su questi temi ed aiutarci nella battaglia per la legalita' interna al partito.

Auspico di poter avere un incontro con lo stesso Luigi Villani e il sindaco Vignali per discutere apertamente delle azioni politiche che stiamo realizzando nei prossimi mesi e per chiedere loro l'adesione alle stesse iniziative dedicate alla discussione e alla formazione di una classe politica futura, che possa essere in grado di superare il grave degrado che traspare dalla nuova questione morale che sta sconvolgendo la politica italiana, con particolare attenzione ad influenti e prestigiosi membri dello stesso PDL, che in questi giorno stanno venendo interessati da inquietanti inchieste.

Un saluto a tutti i lettori
Michele Trancossi.
  -------- Messaggio originale --------
Oggetto: Adesione Il Popolo della Libertà Online
Data: Mon, 12 Jul 2010 22:02:05 +0200 (CEST)
Mittente: adesioni@ilpopolodellaliberta.it
A: xxxxxx.xxxxxxxxxx@unimore.it



Adesione Online 2009/2010
di MICHELE TRANCOSSI

Grazie per aver inviato la richiesta di iscrizione a Il Popolo della Libertà
 
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Pubblicato il 12/07/2010 @ 15:16  - 5 comments 5 comments - Vedere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

The Putin's Friend - da Michele Trancossi

Ognuno dei miei frequenti viaggi negli States, sopratutto quelli per partecipare ai lavori dei comitati normativi, costituisce per me un importante spunto di riflessione.

Gli Stati Uniti, sono un paese straordinario, capace di mutare il proprio aspetto e di trasformarsi, anche profondamente, in tempi per noi impensabili. Sono un un grande paese, che nonostante la crisi continua a rivelarsi come la terra delle opportunita', a condizione di avere un minimo di umilta' intellettuale e di capacita' di mettersi in gioco.

La cosa che mi ha meravigliato durante questo viaggio e' stato il giudizio caustico che molti funzionari governativi hanno espresso nei confronti del nostro Premier Berlusconi.

Gia' a Novembre, durante il mio precedente viaggio,  sempre per un comitato normativo sulle fonti rinnovabili e l'energia, avevo avuto la stessa impressione, ma molto meno accentuata.

Oggi invece la precezione che gli Stati Uniti hanno dell'Italia e' quella di uno Stato con una doppia politica, sopratutto con una doppia politica estera. Da un lato la politica del ministro Frattini, filo occidentale e democratica, dall'altro quella del Premier, del tutto filo Russo e con forti legami a paesi che costituiscono la negazione piu' assoluta dei valori occidentali e democratici.

Il presidente Berlusconi, che un tempo veniva definito semplicemente come Mr. Berlusconi, a novembre iniziava ad essere definito da qualcuno "The Putin's Friend"- l'amico di Putin... ma. oggi, questo nomignolo e' praticemente universale. Ormai, secondo fgli ambienti che sto frequentando per lavoro, l'Italia e' universalmente governata da "The Putin's Friend".

Non mi sembra che questo nomignolo sprezzante sia il segno di stima, soprattutto negli USA.
L'altra riflessione e' di natura economica, legata alla crisi e alla sua uscita, mentre noi siamo ancora impantanati nelle paludi della recessione e della stagnazione, in molte parti degli USA, si inizia a vedere la luce, dopo due anni di recessione. Soprattutto si osserva un rinnovato entusiasmo verso la ricerca e l'innovazione da parte delle aziende, come ho versificato tra quelle partecipanti al comitato normatio ASTM E44.

Da noi qualsiasi  ipotesi di ottimismo e' ancora lontana, anche per l'incapaciata' di un un uomo, cui non nascondo una sua abilita'. che ha fatto la propria fortuna grazie ai favori della politica e a rapporti non sempre limpidi, attestati dalla recente sentenza Dell'Utri, con ambienti dell'antistato, non ha la capacita' e la cultura per governare una crisi che puo' essere superata solo mediante l'innovazione.

Michele Trancossi

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Pubblicato il 08/07/2010 @ 10:13  - Nessun comment Nessun comment - Vedere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

Appunti statunitensi sul darwinismo economico - da Michele Trancossi

Non e’ per caso se scrivo questo intervento dagli Stati Uniti, mentre mi trovo a Kansas City per una riunione del comitato normativo ASTM E44, che si occupa di fissare le norme tecniche per tutto quello che riguarda le fonti energetiche rinnovabili (solare, eolico, idraulico, geotermico, ecc) e per quelle lentamente ed incertamente rinnovabili (come le biomasse).

L’apertura dei lavori e’ coincisa con la presentazione degli obiettivi attuali e futuri del nostro comitato, che sta producendo norme tecniche per USA, Giappone, Gran Bretagna, Canada, Australia, India, Cina, Corea ed altri 8 paesi. Lo scopo dei prossimi due anni di lavoro sara’ quello che viene chiamato con uno slogan semplice ed immediato :Future is now!”.

Non e’ un semplice slogan, ma credo che calzi perfettamente non solo alla nostra attivita’ tecnica, ma anche e necessariamente alla politica nazionale ed europea, che si trova, oggi in ritardo. Il sentore e’ che la crisi violentissima, che ha colpito gli USA stia venendo superata, non tanto grazie agli aiuti pubblici, ma soprattutto mediante una ripresa di iniziativa economica e un certo lasseiz faire che incarna completamente lo spirito del Darwinismo economico USA tipico del liberalismo.

In apertura lavori il Vice presidente di una delle principali aziende del settore fotovoltaico, notorio sostenitore di Obama, ha detto: “Ringrazio il Presidente di aver salvato e incrementato la parte di interventi per la salvaguardia dei cittadini, ma condivido anche il non intervento a salvataggio di aziende che non avessero direttamente o indirettamente funzioni di pubblica utilita’. Le aziende sono come gli esseri viventi: nascono, crescono, maturano e invecchiano… ovviamente muoiono. Volere sovvertire questo modello e’ criminale. Allo stesso tempo sono criminali le tesi del liberismo che tende a sottrarre risorse al pubblico per creare un nuovo capitalismo assistito, che socializza le perdite e privatizza gli utili”.

In queste parole ho ritrovato valori antichi, in cui mi identifico, valori che si ispirano a principi economici di responsabilita’. Purtroppo l’Italia e’ cosa diversa. Italo Balbo fu mandato a governare la Libia per le sue idee di scegliere i fornitori dell’aviazione sulla base delle prestazioni effettive dei veicoli e non solo sulla base del favoritismo a questa e quell’altra azienda. Oggi Italo Balbo, a dispetto del fatto che fosse fascista, e’ ricordato in tutto il mondo come grande dell’aviazione e gli aerei che egli avrebbe voluto a costituire l’ossatura dell’aviazione militare sono entrati nell’olimpo dell’aviazione, come i vari Macchi e Caproni-Reggiane. I Fiat prescelti invece non godono di pari fama, anzi sono inseriti nell’elenco dei mezzi mediocri.

Questo credo che sia il male primo dell’Italia, il fatto che si sia nel tempo creata una casta imprenditoriale, capace di divenire eterna con strumenti di ricatto sociale sulla politica.

Un po’ di sano darwinismo economico e un serio livello di pena (anche detentiva) per gli imprenditori che sottraggono risorse all’azienda per rimpinguare i propri patrimoni personali e famigliari, sono piu’ che mai necessari.

Michele Trancossi

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Pubblicato il 29/06/2010 @ 10:39  - Nessun comment Nessun comment - Vedere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

I 3 news


G8: sodalizio intatto - da Michele Trancossi il 11/05/2010 @ 11:34

FIRENZE, 11 maggio (Reuters) - Per il gip del tribunale di Firenze, il gruppo di imprenditori e alti funzionari accusati dai magistrati di aver pilotato una serie di appalti pubblici legati anche al G8 è "ancora intatto", e rappresenta un "sistema oliato e potente".

La valutazione del giudice per le indagini preliminari di Firenze Rosario Lupo è contenuta nell'ordinanza con cui il 5 maggio scorso ha rigettato la concessione degli arresti domiciliari all'ex presidente del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici Angelo Balducci.

"L'atteggiamento di totale chiusura nei confronti delle ipotesi accusatorie da parte non solo di Balducci ma di tutti gli indagati è sintomo evidente che il loro soldalizio e la loro solidarietà sono ancora intatte e che, pertanto, in considerazione dei legami profondi con soggetti di livello istituzionale elevato il pericolo non solo di inquinamento probatorio ma anche di recidiva è alquanto elevato [...] Un sistema così ben oliato e potente non si scardina certamente con tre mesi di detenzione", è scritto nell'ordinanza
Balducci è detenuto dal 4 marzo scorso nel carcere di Prato per l'inchiesta sulla scuola marescialli dei Carabinieri di Firenze.

Accusato di corruzione, a Balducci faceva in passato capo la gestione dei cosiddetti Grandi eventi, G8 della Maddalena, Mondiali di Nuoto del 2009 a Roma e 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia.

. "Permangono a carico dell'indagato sia i gravi indizi di colpevoleza che le esigenze cautelari - prosegue il Gip - La difesa dell'indagato è in insanabile contrasto con intercettazioni di significato alquanto palese, il che dà contezza della sua scarsa consapevolezza di quanto gli si contesta, essendosi limitato a difese settoriali, non tenendo conto dell'inquietante contesto che emerge dagli oltre due anni di intercettazione".

Gli arresti domiciliari non garantirebbero le esigenze cautelari, "men che meno in Roma" dove "gravitano i centri di interesse e i rapporti degli indagati".



-- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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Il curriculum dell'ex Ministro Scaiola - da Michele Trancossi il 05/05/2010 @ 08:57

Classe 1948, Scajola è un ex democristiano con un potere fortemente radicato sul "suo" territorio elettorale (Oneglia e la provincia di Imperia).

La sua influenza e' decisamente elevata. Quando sedette al Viminale, prima Alitalia e poi AirOne istituirono un volo diretto Roma-Albenga.

Claudio Scajola era già passato per l'esperienza delle dimissioni prima di approdare in Forza Italia.
Il 12 dicembre 1983 era sindaco dc di Imperia - ruolo che già era stato ricoperto da suo padre - quando fu arrestato dai carabinieri per concussione. In quell'occasione, alla fine fu prosciolto dalle accuse.


Non si può dire che Claudio Scajola sia un ministro su cui puntare nel medio termine. Per la seconda volta in meno di otto anni, la sua avventura dentro il governo si è conclusa malamente con dimissioni anticipate. Oggi è per l'acquisto della casa con vista sul Colosseo, la prima volta invece fu nel 2002 quando Scajola ricopriva la carica di titolare del Viminale. A costargli il posto, però, allora non furono le polemiche seguite al dramma del G8 e alla disastrosa gestione dell'ordine pubblico in occasione del summit di Genova.

Il ministro forzista dell'Interno del governo Berlusconi cadde per le esternazioni su Marco Biagi, il consulente del ministero del Lavoro ucciso dai terroristi quello stesso anno, alle quali si era lasciato andare con alcuni giornalisti durante una visita istituzionale a Cipro: "Biagi era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza". Era il 29 giugno 2002.
La frase di Scajola, riportata il giorno dopo dal Corriere della Sera e dal Sole 24 ore, provocò un uragano di proteste e reazioni imbarazzate che alla fine, il 4 luglio, costrinsero Scajola a dare le dimissioni da ministro.

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Alberto Guareschi: il fallimento della Banca che da' solo ai potenti di Parma - da Osiride il 01/05/2010 @ 05:36

Le dimissioni di Alberto Guareschi fanno ridere, il buco di Banca Monte era nell'aria. In città tutti i potenti e i notabili della vecchia cricca imprenditoriale e politica della cosiddetta "ParmaBene" potevano andare a chiedere nello spirito evangelico del "chiedi e ti sarà dato", visto che a loro banca Monte dava tutto quello che chiedevano!
Nominare Gilberto Greci come chiede qualcuno a gran voce, imprenditore estremamente esposto, causalmente, verso Banca Monte, fa abbastanza ridere.
Sarebbe meglio che l'incarico sia dato a qualche personaggio che non abbia una situazione di esposizione significativa verso la banca: magari a qualche non parmigiano, visto che gli imprenditori parmigiani e le leggi elementari dell'economia (a parte Barilla) non hanno certo un buon rapporto.

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